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A Palazzo Spada ruspe per parcheggio, set 'Grande bellezza'

Interrogazione scritta

Al Ministro per i Beni e le Attività Culturali

Per sapere premesso che

si apprende da alcune agenzie di stampa locale e nazionale, dai maggiori canali di social media e da un articolo pubblicato da Il Fatto Quotidiano online del 25 febbraio 2014  - comprensivo di chiaro video dimostrativo -  che il giardino seicentesco del meraviglioso Palazzo Spada, in piazza Capo di Ferro a  Roma, è oggetto di lavori di eradicamento e movimentazione del relativo sottosuolo per la creazione di un parcheggio sotterraneo e alcuni locali di servizio da rendere disponibili al Consiglio di Stato;

come poi si evince dall’articolo ed anche dal sopraccitato video online alcune fontane originali di Palazzo Spada sono ad oggi in corso di smantellamento per far posto alle ruspe. Nel luogo dei lavori non è presente alcun cartello informativo sulla natura del cantiere come informazione per i tanti turisti, oltreché a tutela della sicurezza sul lavoro;

Palazzo Spada  è  uno splendido edificio di inestimabile valore storico e a architettonico,  sottoposto a vincolo artistico (ex L. 1089/1939), nel quale hanno sede sia il Consiglio di Stato sia l’omonima Galleria Spada. Fu costruito nel 1540 per il cardinale Girolamo Capodiferro. Il palazzo fu comprato nel 1632 dal cardinale Bernardino Spada, il quale incaricò Francesco Borromini di modificarlo secondo i nuovi gusti barocchi. Borromini creò, tra l'altro, il raro capolavoro di trompe-l'oeil della falsa prospettiva nell'androne dell'accesso al cortile, in cui la sequenza di colonne di altezza decrescente e il pavimento che si alza generano l'illusione ottica di una galleria lunga 37 metri (mentre è di 8); in fondo alla galleria, in un giardino illuminato dal sole, si trova una scultura che sembra a grandezza naturale, mentre in realtà è alta solo 60 centimetri. Per creare la sua falsa prospettiva, Borromini fu aiutato da un matematico, Padre Giovanni Maria da Bitonto. Le decorazioni scultoree in stucco manieristiche della facciata del palazzo, ispirate a quelle di Palazzo Branconio dell'Aquila, e del cortile, con sculture all'interno di nicchie incorniciate da ghirlande di fiori e frutta, grottesche e scene di significato simbolico in bassorilievo fra le piccole finestre del mezzanino, ne fanno la più ricca e bella facciata del Cinquecento romano. Nel cortile sono collocate le statue di Ercole, Marte, Venere, Giunone, Giove, Proserpina, Minerva, Mercurio, Anfitrite, Nettuno e Plutone. Il palazzo ospita anche una colossale scultura di Pompeo Magno, ritenuta essere quella ai cui piedi cadde Giulio Cesare. Fu trovata sotto le mura di confine di due case romane nel 1552: doveva essere decapitata per soddisfare le pretese di entrambe le famiglie, ma il cardinale Capodiferro, chiamato a dirimere la questione, intercedette a favore della scultura presso papa Giulio III, che la comprò, donandola poi al cardinale Capodiferro. Palazzo Spada è stato acquistato, con tutti gli arredi e la galleria, dallo Stato Italiano nel 1927;

oggi, come già detto, tra false prospettive create da Francesco Borromini, quadri di Tiziano, Caravaggio e Rubens, fregi, colonne, stucchi e statue barocche ci si imbatte n qualcosa di più inaspettato e mal segnalato: ovvero un cantiere aperto per smantellare un giardino seicentesco posto in fondo al cortile principale;

a Palazzo Spada sono state girate tra le più intense scene del film pluripremiato e premio Oscar 2014 “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino;

se il Ministero per i Beni e le Attività Culturali sia a conoscenza della questione. Se egli intenda chiarire agli interroganti se i lavori di realizzazione di locali e parcheggi interrati ad uso del Consiglio di Stato siano necessari e se questi siano provvisti della dovuta autorizzazione da parte della competente Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il comune di Roma Capitale e del Lazio e con quali prescrizioni a tutela del giardino e dell’intero palazzo Spada. Se sia poi prevista, a chiusura del cantiere, la ricostruzione del giardino come era e dove era e il ragionevole smantellamento del parcheggio di servizio al Consiglio di Stato collocato nell’antistante piazza Capo di Ferro, che peraltro visibilmente interrompe la visione della facciata di Palazzo Spada  e del Ninfeo delle Mammelle, proseguio della scena artistica seicentesca della detta piazza.  Da ultimo, se il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, per quanto di competenza e per tramite degli uffici territoriali del detto discatero, non ritenga utile promuovere con il Comune di Roma Capitale un tavolo tecnico al fine di implementare fattivamente un progetto organico per la salvaguardia dal degrado, dall’incuria, dalla criminalità organizzata il centro storico di Roma, già patrimonio UNESCO, rivalorizzandolo, stante il continuo peggioramento delle sue condizioni di vivibilità e il calo turistico che subisce.

Roma, 3 marzo 2014

Ermete Realacci, Lorenza Bonaccorsi



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Sono nato a Sora (FR) il primo maggio 1955 e vivo a Roma. Ho guidato fin dai primi anni Legambiente, di cui sono tuttora presidente onorario. Ho promosso e presiedo Symbola, la Fondazione per le qualità italiane... biografia completa
 
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