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Adattare Sistri a sistema produttivo italiano per combattere efficacemente lo smaltimento illegale dei rifiuti pericolosi

Roma, 13 febbraio 2013


 

 “Il traffico illegale di rifiuti pericolosi è tuttora una delle attività più redditizie dell’ecomafia: secondo Legambiente frutta alla malavita organizzata 4,1 miliardi di euro l’anno. Un fenomeno che non conosce crisi, come dimostrano numerose inchieste e fatti di cronaca riportati dai mezzi di informazione, contro il quale è urgente attivare un sistema di tracciabilità per la gestione e la movimentazione dei rifiuti da parte delle aziende che sia semplice, efficace e trasparente. Proprio per contrastare questo ‘sporco’ traffico era nato il Sistri, il sistema informativo voluto dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare sin dal 2007 per monitorare i rifiuti pericolosi tramite la tracciabilità degli stessi in attuazione della normativa europea sui rifiuti. Il Sistri ad oggi non è, però, ancora entrato pienamente in funzione e rischia di essere un insostenibile appesantimento burocratico e un sovraccarico organizzativo soprattutto per le piccole imprese, diversamente da quanto realizzato in altri paesi europei. L’esigenza di una semplificazione del sistema era stata riconosciuta dallo stesso ministro Orlando, che rispondendo a una mia interrogazione sul tema lo scorso settembre si impegnava proprio in questo senso. Non si ha notizia dei risultati del tavolo tecnico sul Sistri, al quale partecipano anche le associazioni di categoria, istituto allo scopo presso il gabinetto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e annunciato dal ministro nella stessa occasione. Anche per questo la Commissione Ambiente della Camera nel suo parere al Milleproroghe è intervenuta sulla questione, chiedendo  che si valuti l’opportunità di prorogare al primo gennaio 2015 il termine iniziale di operatività del Sistri, sia per i produttori iniziali di rifiuti pericolosi, che per i comuni e le imprese di trasporto dei rifiuti urbani del territorio della regione Campania, procedendo nel frattempo ad individuare modalità di controllo e tracciabilità dei rifiuti più efficaci e trasparenti condivise con il sistema delle imprese. In coerenza con tale proposta, la Commissione ha inoltre chiesto che sia prorogato al 30 giugno 2015 il termine fino al quale trovano applicazione le sanzioni per inadempimento a specifici obblighi di gestione dei rifiuti previste nel testo previgente alle modifiche apportate dal decreto di recepimento della direttiva europea sui rifiuti 2008/98/CE”, così Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, sul parere della VIII Commissione al Milleproroghe.

Ufficio stampa On. Realacci



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permalink | creato da team_realacci il 13/2/2014 alle 10:58 | Versione per la stampa
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Sono nato a Sora (FR) il primo maggio 1955 e vivo a Roma. Ho guidato fin dai primi anni Legambiente, di cui sono tuttora presidente onorario. Ho promosso e presiedo Symbola, la Fondazione per le qualità italiane... biografia completa
 
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