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Impegno per stabilizzare e ampliare eco-bonus. Edilizia di qualità e efficienza energetica per affrontare la crisi

Roma, 20 dicembre 2013

“Purtroppo il Governo non ha approvato in sede di Legge di Stabilità le proposte della Commissione Ambiente di estendere e stabilizzare l’eco-bonus. Richieste ribadite da un Ordine del giorno di cui sono primo firmatario e sottoscritto da tutti i gruppi politici  accolto dal Governo e che impegna l’esecutivo ad ampliare e stabilizzare l’eco-bonus, in particolare ad estendere il consolidamento antisismico e a rendere l’eco-bonus applicabile anche alla bonifica dall’amianto, ai soggetti incapienti e all’edilizia residenziale pubblica”, così Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, sull’Odg eco-bonus accolto dal Governo alla Camera.

 

“Lo stesso Ordine del giorno – prosegue Realacci -  impegna inoltre il Governo ad assumere ogni iniziativa utile per l’allentamento dei vincoli del Patto di Stabilità interno per consentire agli Enti Locali che abbiano risorse da investire, di realizzare interventi di efficientamento energetico degli edifici e di messa in sicurezza antisismica degli edifici pubblici, a partire dalle scuole e dagli ospedali. Tra le richieste fatte al Governo anche quella di approntare senza ritardi, né sottovalutazioni il Piano di azione nazionale per l’efficienza energetica, che l’Italia deve presentare in sede europea entro aprile 2014”.

 

“Gli incentivi fiscali per ristrutturazioni ed efficienza energetica in edilizia – conclude Realacci -  quest’anno hanno prodotto, secondo le stime di Cresme e Servizio studi della Camera, investimenti per 19 miliardi di euro, qualificando il sistema imprenditoriale del settore, riducendo i consumi energetici, l’inquinamento e le bollette delle famiglie e garantendo 189 mila  posti di lavoro diretti e 283 mila occupati considerando anche l’indotto. Una cifra superiore a un punto percentuale di Pil, che rappresenta una boccata di ossigeno per un settore importante come l’edilizia, che dall’inizio della crisi ha perso oltre 500 mila addetti considerando l'indotto e ha visto chiudere 12 mila imprese. E’ bene ricordare, infine, che nel 2012 gli italiani hanno  pagato sulla prima casa in media 235 euro di Imu, mentre una casa costruita male fa spendere 1.500 euro in più di energia. All’Italia serve una visione di futuro, la qualità è la strada che può dare una scossa contro la crisi e rilanciare la nostra economia, edilizia compresa”.



Ufficio stampa On. Realacci



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Sono nato a Sora (FR) il primo maggio 1955 e vivo a Roma. Ho guidato fin dai primi anni Legambiente, di cui sono tuttora presidente onorario. Ho promosso e presiedo Symbola, la Fondazione per le qualità italiane... biografia completa
 
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