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Dai fusti tossici di Gorgona alla Moby Prince fare chiarezza su incidenti occorsi in mare a Livorno

Roma, 16 dicembre 2013

 

Il Presidente della VIII Commissione Ambiente della Camera presenta un’interrogazione ai ministri dell’Ambiente e della Salute sull’incidente all'eurocargo Venezia della Grimaldi Lines del 17 dicembre 2011

 

“A due anni dall’incidente dell’eurocargo Venezia della Grimaldi Lines al largo dell’Isola di Gorgona, restano ancora da recuperare dalle acque dell’Arcipelago Toscano 71 dei 198 fusti contenenti sostanze tossiche e pericolose. Almeno stando alle più recenti notizie di stampa. Per sapere a che punto sia il monitoraggio dell’area in cui occorse l’incidente e quali siano le iniziative in atto per arrivare al completo recupero dei fusti tossici ed escludere definitivamente qualsiasi rischio per la salute dei cittadini e dell'ambiente e come si intenda assicurare alle autorità competenti le risorse necessarie alle operazioni di recupero, ho presentato un’interrogazione al Ministro dell’Ambiente e al Ministro della Salute”, cos ì Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, depositando un’interrogazione sui fusti tossici dispersi nelle acque di Gorgona a due anni dall’incidente dell’eurocargo Venezia. Una ricorrenza molto sentita da associazioni e cittadini, che hanno promosso la raccolta di firme “Togliete quei bidoni”.

“Nell'incidente – prosegue Realacci - furono disperse 40 tonnellate di sostanze tossiche sui fondali del Tirreno, a circa 20 miglia dalla costa di Livorno in pieno Santuario internazionale di mammiferi marini Pelagos. Secondo una dinamica che presenta tuttora punti oscuri e incongruenze. Vista l’alta pericolosità delle sostanze, catalizzatori di ossidi di cobalto altamente infiammabili se asciutti, da  anni Legambiente Arcipelago Toscano ha chiesto al Ministero dell'Ambiente di impegnarsi fortemente nella ricerca e nella difficile azione di recupero dei fusti, che potrebbero essersi inabissati fra l'isola di Gorgona e il banco di Santa Lucia. Io stesso mi ero interessato della questione anche nella passata Legislatura, presentando un atto di sindacato ispettivo rimasto senza risposta nonostante i solleciti. E torno a occuparmi del caso chiedendo, inoltre, ai ministri interpellati se e in quale modo la compagnia Grimaldi Lines sia stata chiamata a concorrere al recupero dei fusti e a sostenere i relativi costi; se intendano informare i cittadini su quali siano le sostanze solide inorganiche autoriscaldanti disperse in mare. Ai ministri interrogati chiedo anche se siano state accertate la dinamica e le responsabilità dell'incidente, e se intendano determinare l'impatto di questo ennesimo inquinamento marino e impedire che casi simili si ripetano. Tanto più in questo tratto di mare, protetto sia dal Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano che dal Santuario internazionale dei mammiferi marini Pelagos”.

“Le acque toscane, e quelle di Livorno in particolare – conclude Realacci -  sembrano non conoscere pace. Il 10 aprile del 1991 furono testimoni anche del tragico e assurdo incidente della Moby Prince. Una tragedia in cui persero la vita 140 persone e sulla cui dinamica restano forti dubbi. Proprio per fare piena luce sul disastro della Moby Prince ho presentato tre atti di sindacato ispettivo, l’ultimo lo scorso aprile al Presidente del Consiglio dei Ministri e al ministro della Giustizia”.


Ufficio stampa On. Realacci




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permalink | creato da team_realacci il 16/12/2013 alle 11:49 | Versione per la stampa
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Sono nato a Sora (FR) il primo maggio 1955 e vivo a Roma. Ho guidato fin dai primi anni Legambiente, di cui sono tuttora presidente onorario. Ho promosso e presiedo Symbola, la Fondazione per le qualità italiane... biografia completa
 
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