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Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, interrogazione in difesa nostra fauna

Interrogazione al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.


 — Per sapere premesso che:
numerose agenzie di stampa e testate giornalistiche di informazione locale ed anche nazionale, come ad esempio un articolo de La Repubblica e un pezzo pubblicato dal Corriere della Sera e pubblicati l'8 luglio 2013, hanno riportato con grande enfasi la notizia dell'uccisione di un bellissimo esemplare di orso bruno marsicano, censito con il nome di Stefano, all'interno del Parco nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise;
l'orso bruno è stato trovato morto nella giornata del 7 luglio 2013, nella zona delle Mainarde, sul versante molisano del monte Morrone e del Parco nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise. L'animale, un giovane maschio, sarebbe stato attirato da una carcassa di cavallo usata come esca e ucciso a colpi di fucile da ignoti;
l'esame radiografico, eseguito alla facoltà di veterinaria dell'università di Teramo, ha rilevato tre pallottole di cui una, quella mortale, alla testa. Un'altra pallottola ha raggiunto l'omero destro dell'animale, mentre una terza, caricata a pallini, è stata rinvenuta sul corpo dell'animale. In base all'esame, dunque, si presume che a sparare siano state più armi quindi più bracconieri criminali;
come anche espresso dal commissario del sopraddetto Parco nazionale, Giuseppe Rossi, la gravità dell'episodio è enorme in quanto avvenuto in una zona del parco finora relativamente tranquilla rispetto ai fenomeni del bracconaggio;
il Parco nazionale d'Abruzzo è stato istituito nel 1922 al fine specifico di tutelare le specie faunistiche più rare e a rischio di estinzione, come l'orso bruno marsicano e il camoscio appenninico;
il parco ha sempre svolto, nel corso di questi 90 anni, la sua funzione di tutela delle suindicate specie faunistiche, salvandole dalla estinzione, nonché attività di promozione del territorio, di ricerca scientifica e didattico-educative;
per la tutela delle popolazioni di orso bruno marsicano è tuttora in atto lo specifico progetto Life Arctos, attuato nell'ambito del programma finanziario della Commissione europea Life + Natura, di cui l'ente parco è capofila, ovvero coordinatore, e tra i cui partner figurano, tra gli altri, le regioni Abruzzo e Lazio e l'università la Sapienza di Roma. Il sopraddetto progetto, che terminerà nel 2014, ha già consentito di pervenire a importanti risultati e indicazioni, per l'adozione di ulteriori indispensabili misure di salvaguardia del plantigrado, e per la soluzione di problematiche attinenti, quali la chiusura di talune strade montane forestali, la eliminazione del fenomeno del pascolo brado, i tagli boschivi, il controllo sanitario nel territorio;
l'orso bruno marsicano è oggetto, altresì, del PATOM (Piano d'azione per la tutela dell'orso marsicano) che si svolge sotto l'egida e il coordinamento del Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare;
l'Ente parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise ha messo in atto importanti iniziative di contrasto di attività incompatibili e illegali e di tutela proattiva, quali ad esempio, l'assunzione in concessione diretta di territori comunali strategici per la tutela e la sopravvivenza della specie, il controllo sanitario di bestiame domestico, il miglioramento costante della regolamentazione degli indennizzi dei danni provocati dalla fauna protetta, il miglioramento delle relazioni con istituzioni e operatori locali, compresi allevatori e agricoltori;
tuttavia negli ultimi mesi si sono dovute purtroppo ancora registrare numerose uccisioni, in particolare per avvelenamenti, di altre specie di fauna protetta: segnatamente di Lupo Appenninico

–: se il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare:
sia a conoscenza del grave fatto criminale compiuto ai danni di un prezioso esemplare di fauna protetta, nonché del preoccupante gesto intimidatorio nei confronti dell'Ente parco nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise; se non ritenga altresì opportuno, per quanto di competenza e per tramite dell'ente Parco, del CTA del Corpo Forestale dello Stato e del NOE del Ministero dell'Ambiente, anche al fine di istituire un coordinamento operativo, mettere in campo azioni concrete per coadiuvare, nel rispetto delle competenze della magistratura, le indagini in corso per trovare al più presto i responsabili del gesto; quali azioni intenda il Ministro intraprendere con l'Ente Parco per far sì che simili episodi, anche a danno di altre specie protette, come il lupo, non si verifichino in futuro;
se non ritenga opportuno, per quanto di competenza, istituire un tavolo tecnico con le tre Regioni interessate al Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, affinché le stesse procedano sollecitamente alla approvazione del Piano del parco, ai sensi dell'articolo 12 della legge n. 394 del 1991 e l'adozione, da parte delle stesse, dei provvedimenti per l'approvazione dell'area contigua del parco, ai sensi dell'articolo 32 della legge n. 394 del 1991;
se ritenga di approvare, ai sensi dell'articolo 11 della stessa legge n. 394 del 1991, il Regolamento del Parco, adottato dall'ente Parco nel 2011 e superare la gestione commissariale, ad oggi, tuttora vigente. (4-01346).

AC n. 4-01346
presentato da REALACCI Ermete
Venerdì 19 luglio 2013, seduta n. 56


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Sono nato a Sora (FR) il primo maggio 1955 e vivo a Roma. Ho guidato fin dai primi anni Legambiente, di cui sono tuttora presidente onorario. Ho promosso e presiedo Symbola, la Fondazione per le qualità italiane... biografia completa
 
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