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Dl Ilva-bis è provvedimento necessario per dare futuro all’Ilva

Da affrontare anche i problemi del potenziamento dei controlli e delle bonifiche

Roma, 8 luglio 2013 - Comunicato stampa


“Il provvedimento che stiamo discutendo è difficile, innovativo e impegnativo, è un testo al quale siamo arrivati con un grande lavoro e ascoltando la pluralità di soggetti, sia istituzionali che non, interessati. E’ la prima volta che in Italia si applica il commissariamento di un’azienda per motivi ambientali e questo provvedimento servirà anche per il futuro. Abbiamo cercato di fare il possibile perché questo atto difficile, che arriva in un momento drammatico  per Taranto e per il lavoro, sia gestito in modo trasparente e perché riesca a garantire la tutela del diritto al lavoro insieme alla tutela del diritto alla salute e alla salvaguardia dell’ambiente. Questo provvedimento ha a che fare con il passato il presente e il futuro dell’Ilva. Il passato dell’Ilva, comune a molte imprese italiane, è fatto di grandi profitti non reinvestiti per ammodernare gli impianti e ridurre l’inquinamento. Quanto accaduto a Taranto è il frutto avvelenato di una politica sbagliata, di colpe gravissime ed omissioni che partano da lontano e arrivano fino ad oggi. Pesantissime le responsabilità dell’azienda e di chi la ha diretta. L’Ilva ha fatto il minimo indispensabile per ridurre l’inquinamento,è bene ricordare che già nel 2008 l’Arpa aveva ordinato l’abbattimento di 2.000 capi di pecore perché risultate contaminate da Pcb. Questo passato si riflette sul presente dell’Ilva. Ma per avere un futuro, tanto a Taranto quanto nel resto del Paese, è necessario conciliare il lavoro con l’ambiente e la salute. L’Ilva deve investire i suoi enormi profitti per risanare e innovare gli impianti di Taranto e la politica deve essere garante di questo processo. Investire in risanamento significa avere aziende più efficienti, imprese più innovative. E’ necessario, inoltre, affrontare il problema delle bonifiche e del rafforzamento dei controlli, svincolando dal Patto di Stabilità le risorse necessarie ad avviare le bonifiche nei Siti inquinati di interesse nazionale e potenziando il personale tecnico: in audizione I’Ispra ha infatti evidenziato che i controllori per gli stabilimenti soggetti ad Aia sono solo dodici in tutta Italia”, lo afferma Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, in Aula,  durante la discussione sul Dl 61/2013.

Ufficio stampa On. Realacci



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permalink | creato da team_realacci il 8/7/2013 alle 14:41 | Versione per la stampa
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Sono nato a Sora (FR) il primo maggio 1955 e vivo a Roma. Ho guidato fin dai primi anni Legambiente, di cui sono tuttora presidente onorario. Ho promosso e presiedo Symbola, la Fondazione per le qualità italiane... biografia completa
 
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