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Il mondo delle imprese si mobilita contro il decreto Rinnovabili

Dichiarazione di Gianluigi Angelantoni, Vice Presidente Vicario Confindustria Umbria

"Sono del tutto in disaccordo sulla soddisfazione che emerge dal comunicato di Confindustria che puo’ esprimere tale soddisfazione solo in rappresentanza di poche grandi aziende ma non certo per le migliaia di piccole e medie Imprese che operano con successo nel settore del Fotovoltaico.
 Di questo parere sono tutti gli imprenditori, nonche’ tutti i loro dipendenti, seriamente in pericolo di fronte a questo altro atto di mancanza assoluta di strategie e visione del futuro da parte di chi ci governa.
Confindustria cerca di tranquillizzarci dicendo che il decreto va nell’ ottica di dare un quadro certo  agli Imprenditori.
Mi domando se il quadro certo e’ attendere il 30 aprile senza sapere che sara’ del fotovoltaico. Mi domando che sara’ degli investimenti per gli impianti che non potranno essere allacciati, pur con la buona volonta’ dell’ Enel, entro il 31 maggio.
Confindustria ci dice che il decreto e’ in linea con quanto deciso negli altri principali Paesi europei ma non e’ cosi’, basta guardare alla Germania (non e’ da bambini, come detto da qualcuno, guardare ai migliori!). In Germania si’ che c’e’ una chiara e precisa strategia al 2020 ed una gia’ ben definita visione futura al 2050, avallata dal Governo, con le Rinnovabili che forniranno almeno l’ 80% dell’ energia elettrica necessaria al Paese!
Vedremo che succedera’ al 30 aprile, probabilmente altri cambi di scenario nel quale noi imprenditori dovremmo muoverci.
Mi auguro comunque che Confindustria prenda finalmente a cuore, con decisione, la Green Economy, unico vero e certo motore di sviluppo ed occupazione degli ultimi 3 anni, e non concorra invece a decretarne la morte. Ricordiamoci che la sfida energetica e’ una sfida industriale e la possiamo ancora vincere se daremo modo alle nostre Imprese di crescere e di consolidarsi in quelle filiere indispensabili per poter poi competere all’ estero. Il decreto Romani e’ andato purtroppo nella direzione opposta.”
 


Salve, sono Federico Parma , titolare di un azienda che si occupa di
impianti da fonti rinnovabili che ha 50 dipendenti fra impiegati e
operai tutti assunti regolarmente pagando ogni centesimo di
contributi.
Abbiamo aluni dipendenti con le mogli in cassa integrazione e la loro
unica speranza è rimanere a lavorare con noi. Abbiamo versato quasi 850 mila euro 
di ires e oltre 3 milioni di iva. Vi chiedo di poter intervenire sul decreto perché ci sono 
a rischi innumerevoli posti di lavoro a rischio .
Vi volevo far notare che tale provvedimento tocca l opione pubblica
sia ai diretti interessati di titolari di impianti (oltre 350.000) sia
gli adetti del settore (oltre 250.000 piu l indotto) se sommiamo i
loro cnoscenti piu stretti di queste persone , vi state mettendo
contro oltre un milione di persone contro che non appoggiano la vostra
scelta.

Pensateci.


 
Decreto Rinnovabili: un colpo mortale alla green economy toscana
Valerio Morellato della Morellato Energia "Che Provincia e Regione si facciano interpreti delle nostre ragioni"
Pisa, 6 marzo 2011 - Un intero comparto economico gettato nell'insicurezza. Questa la conseguenza del Decreto Rinnovabili approvato al Consiglio dei Ministri di mercoledì scorso che nei fatti rischia di mettere la parola fine allo sviluppo dell'energia da fonti rinnovabili nel nostro Paese. Forse con un occhio più alle lobbies nucleariste che non ad un reale sviluppo economico ed energetico in Italia, il decreto appena varato manda nei fatti in pensione il Terzo Conto Energia a pochi mesi dalla sua entrata in vigore (e che sarebbe rimasto fino a tutto il 2013) senza alcun periodo cuscinetto, bloccando quindi totalmente i nuovi investimenti nel settore e fermando migliaia di piccole imprese, diverse delle quali operanti in Toscana. 
Una revisione totale degli incentivi al settore fotovoltaico, quindi, rimandando a un successivo Decreto da emanare entro il 30 aprile, per la definizione dei nuovi incentivi alla produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici che dovrebbero partire dal 1° giugno prossimo, sia per quanto riguarda il limite annuale di potenza installata, che per la quantificazione delle tariffe incentivanti differenziate per tipologia di impianto e di area. 
"Il decreto approvato questa settimana dal Governo è stato un cambio di rotta significativo", dichiara Valerio Morellato, titolare della Morellato Energia, azienda pionere del fotovoltaico in Toscana, "dopo anni di crescita mi ritrovo a fermare le assunzioni e pensare di ridurre il personale. Questo perché per la prima volta ci troviamo di fronte ad una situazione incertezza: gli incentivi per il fotovoltaico stabiliti ad agosto 2010 e validi fino al 2013 saranno bloccati il 31 maggio e non si sa cosa succederà da giugno".
Diverse le iniziative messe in campo dalle imprese del settore e dalle realtà della società civile, tra cui appelli e raccolte di firme come quello appena lanciato sul sito http://www.morellatoenergia.it/index.php/decreto_rinnovabili.html.
"Una chiamata a raccolta di cittadini, società civile ed enti locali", spiega Morellato, tra i promotori dell'iniziativa, "perchè oggi più che mai è importante informare e mobilitarsi per chiedere ai nostri rappresentanti politici come la Provincia di Pisa e la Regione Toscana che si facciano interpreti nei luoghi deputati delle nostre preoccupazioni. E'a rischio non solo un settore economico che dà occupazione" conclude Morellato, "ma una vera e propria idea di sviluppo sostenibile". 


sfoglia febbraio        aprile
Sono nato a Sora (FR) il primo maggio 1955 e vivo a Roma. Ho guidato fin dai primi anni Legambiente, di cui sono tuttora presidente onorario. Ho promosso e presiedo Symbola, la Fondazione per le qualità italiane... biografia completa
 
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