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Nucleare: Regioni private della loro competenza

LETTERA 

Le Regioni hanno potestà legislativa in materia di “produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia” (art. 117 II comma Cost.). L’attuale governo non tiene conto della competenza concorrente delle regioni e le travalica decidendo in luogo delle stesse la disciplina sul nucleare, è bene precisare che nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa e di certo non compete al governo. Per dovere professionale è utile in tal senso fare riferimento ad una sentenza che potrebbe essere applicata al caso di specie, poco tempo fa la Corte Costituzionale ha precisato  che in materia di impianti di produzione di energia elettrica vi deve essere una intesa “forte” con le Regioni interessate, la mancanza della quale costituisce ostacolo insuperabile alla conclusione del procedimento. (Corte Costituzionale Sentenza 13.01.2004, n.6). Allo stato attuale c’è stata una individuazione da parte del governo dove collocare le centrali non predisponendo con le Regioni un accordo sulla materia. Pertanto, da questo quadro giuridico - normativo esposto in maniera molto sintetica, emerge la possibilità per le Regioni che non vogliono impianti nucleari nel proprio territorio, di scegliere una strada alternativa a quella del nucleare e di improntare una politica legata all’ energia pulita come si batte la Puglia da oramai da diverso tempo e che può fungere da paradigma o modello  per altre città e regioni del nostro bel Paese, (grazie anche al Sole energia gratuita che ci accompagna in tutti i giorni dell’anno) nonché sperare che in un futuro prossimo l’Italia diventi uno dei paesi leader per la  produzione di energia pulita e non un paese che produca energia nucleare e con connessi problemi di smaltimento di scorie e con popolazione affetta da varie patologie …

Rosa Valenti
 

RISPOSTA

Cara Rosa,
grazie per avermi scritto e per avermi dato l’opportunità di tornare a parlare ancora una volta di nucleare. Tra i tanti elementi critici del berlusconiano ritorno al nucleare, c’è proprio il conflitto di competenze tra Stato e Regioni. Non a caso, ben 12 Regioni (Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Umbria, Lazio, Puglia, Liguria, Marche, Piemonte, Molise e Toscana) hanno impugnato la legge sul ritorno al nucleare (approvata a fine luglio, la 99/2009) per incostituzionalità di fronte alla Corte Costituzionale, sostenendo proprio che il testo formulato dal governo scavalca le competenze delle Regioni in materia energetica. Alla protesta si sono per altro unite anche Veneto, Sardegna e Sicilia. E si è schierata apertamente contro il ritorno dell’atomo anche la Conferenza delle Regioni, che il 27 gennaio scorso ha approvato a maggioranza un parere negativo sul decreto legislativo che contiene le norme per l'individuazione dei futuri siti nucleari.
Personalmente credo che quello del nucleare sia un bluff, ma ritengo anche che la strada del ricorso alla Consulta sia una delle più efficaci per opporsi all’assurda idea del ritorno al nucleare.
 
Cordialmente Ermente



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Sono nato a Sora (FR) il primo maggio 1955 e vivo a Roma. Ho guidato fin dai primi anni Legambiente, di cui sono tuttora presidente onorario. Ho promosso e presiedo Symbola, la Fondazione per le qualità italiane... biografia completa
 
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