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Rifiuti, emergenza Sicilia

Interrogazione scritta

Al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Al Ministro dell’Interno
Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Per sapere premesso che

 da oltre 24 mesi a Palermo e nei comuni limitrofi la raccolta dei rifiuti versa in una condizioni grave crisi con allarmante analogia con quella della Campania;

 il Tribunale di Palermo ha dichiarato lo stato di insolvenza della municipalizzata palermitana, con debiti societari  superiori a 100  milioni di euro e la ha messa in amministrazione controllata dall’aprile 2010;

 l’azienda municipalizzata Amia, di cui è socio unico il Comune di Palermo, non provvede da tempo alla regolare e quotidiana raccolta dei rifiuti con il conseguente precipitare  della città nel degrado e in una precaria condizione di igiene e sanità pubblica con strade invase di immondizia,  incendi appiccati e vere e proprie mini discariche urbane sia nel centro cittadino che nella periferia;

 i roghi di rifiuti, di cassonetti e di campane della raccolta differenziata, oltre a provocare un ulteriore danno economico, al decoro della città e cattivissimi odori enormi quantità di diossina, con picchi che superano i 1000 micro/grammi per tonnellata. Un valore altissimo che può causare gravi patologie, contaminare acqua, suolo e aria, avvelenando coltivazioni e allevamenti;

 secondo fonti giornalistiche e dossier prodotti da libere associazioni di cittadini palermitani ogni giorno, nonostante l’irregolarità nel servizio fornito da Amia,  vengono gettati in discarica fino a 1.700 tonnellate di rifiuti, di cui almeno l’80%, pari a 1360 tonnellate, è costituito da  materiale compostabile o riciclabile. La quasi totalità dei  rifiuti urbani continuano ad essere infatti mandati “tali e quali” alla discarica di Bellolampo, con l’altissimo costo operativo a carico della comunità palermitana di  299 euro a tonnellata;

 la discarica di Bellolampo, contrariamente alla normativa vigente, non risulta essere adeguatamente impermeabilizzata ed è oramai fuori controllo, per il pericoloso percolato che fuoriesce da tutti i lati dalle vasche della discarica e rischia di compromettere tragicamente le falde acquifere del sottosuolo palermitano;

 a tutt’oggi la Regione Siciliana vanta il primato negativo di regione con la più bassa percentuale di raccolta differenziata di tutta Italia. Con percentuali che non arrivano al 7% di raccolta differenziata, ben al di sotto non solo degli obiettivi di legge ma anche della stessa Campania prima del picco dell’emergenza;

quali iniziative urgenti intendano metter in campo i Ministri interrogati, per quanto di loro competenza, affinché il Comune di Palermo provveda con la massima celerità alla rimozione dei rifiuti ancora sulle strade e  in modo che la Regione Siciliana attui una gestione virtuosa dei rifiuti urbani e si arrivi ad un progetto di raccolta differenziata e di riciclo coerenti con gli obblighi di Legge nazionali. E se non si ritenga opportuno verificare i risultati di gestione della società Amia.

Roma, 19 maggio
Ermete Realacci



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Sono nato a Sora (FR) il primo maggio 1955 e vivo a Roma. Ho guidato fin dai primi anni Legambiente, di cui sono tuttora presidente onorario. Ho promosso e presiedo Symbola, la Fondazione per le qualità italiane... biografia completa
 
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