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Antartide, a rischio presenza italiana. Grave per prestigio e ricerca scientifica

Roma, 13 marzo 2009 
 
“La base in Antartide è un fiore all’occhiello della ricerca scientifica italiana. Il ripetuto taglio dei fondi rischia di vanificare il lavoro di anni, di far perdere al nostro paese credibilità internazionale e interrompere un confronto scientifico e tecnologico con le nazioni più importanti che operano in Antartide, indispensabile per gli studi dell’assottigliamento dello strato di ozono, dell’effetto serra e del cambiamento climatico dell’intero pianeta. E’ necessario e urgente che i Ministeri interessati intervengano al più presto non solo per ripristinare le risorse per la ricerca, ma per trovare le misure più idonee per garantire una continuità di azione indispensabile per un attività di ricerca e programmazione pluriennale al pari degli altri Paesi presenti in Antartide”, lo afferma Ermete Realacci, annunciando un interrogazione parlamentare ai Ministri dell’Istruzione, Università e Ricerca e dello Sviluppo Economico.
“La presenza italiana al Polo Sud”, aggiunge Realacci, “fondamentale sia sotto il profilo scientifico che politico rischia di essere definitivamente pregiudicata dalla penuria di risorse. L’attuale situazione economica determina inoltre la possibilità dell’aggravante che i risultati ottenuti dall’attività di ricerca italiana possano essere poi presentati alla comunità scientifica da altri soggetti appartenenti al progetto di cooperazione internazionale”.
Nell’interrogazione presentata da Realacci si ricorda che il Governo italiano ha sottoscritto il Trattato Antartico il 18 marzo 1981 e il 10 giugno 1985 è stata approvata la legge n. 284 che istituiva il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA) che fin dal 1985 il ha portato a termine, nell’arco di tempo 1985-2008, ventiquattro Campagne scientifiche nazionali realizzando anche una base permanente denominata Baia Terra Nova, ora Stazione Mario Zucchelli.Inoltre il progetto di cooperazione scientifica sottoscritto da Italia e Francia nel 1993 ha permesso la costruzione di “Base Concordia”, che assieme alle altre due stazioni di ricerca russa e statunitense, è aperta anche nella stagione invernale.
Nel 2006 con 19 milioni di euro a disposizione, la spedizione in Antartide ha dovuto tagliare l´80% della ricerca scientifica programmata. Nel 2007, i milioni di euro disponibili sono stati 13,8 e l´attività scientifica è stata ridotta di oltre il 90%. In assenza di risorse destinate nella Legge finanziaria per il 2008, nel gennaio 2008 è stato deciso di sospendere la programmazione triennale in ed in extremis il progetto ha goduto di un finanziamento di 10 milioni di euro da parte del Miur, recuperati dal Fondo ordinario degli enti di ricerca e non da uno stanziamento ad hoc.
 
Ufficio Stampa On. Realacci

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Sono nato a Sora (FR) il primo maggio 1955 e vivo a Roma. Ho guidato fin dai primi anni Legambiente, di cui sono tuttora presidente onorario. Ho promosso e presiedo Symbola, la Fondazione per le qualità italiane... biografia completa
 
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