.
Annunci online

L'inquinamento atmosferico causato dall'Ilva di Taranto

 INTERROGAZIONE

Al Ministro dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare

Per sapere, premesso che:

- sempre più spesso gli spaventosi dati relativi all'inquinamento di origine industriale che affligge la città di Taranto assurgono agli onori delle cronache. Studi e monitoraggi di soggetti pubblici, come l'Arpa Puglia, e di istituzioni scientifiche e universitarie danno un quadro sempre più allarmante dei livelli di inquinamento e dei loro effetti sulla salute dei cittadini;

- Taranto ha due impianti, l'Ilva e la centrale elettrica ex-Edison, che si collocano al secondo e terzo posto nella "classifica" degli impianti industriali italiani che, con le loro emissioni di anidride carbonica, contribuiscono maggiormente all'aumento dell'effetto serra.

- dati altrettanto abnormi riguardano le emissioni di inquinanti con dirette ricadute sull'ambiente e sulla salute a livello locale. La città ha infatti il primato italiano nelle emissioni in atmosfera di Idrocarburi Policiclici Aromatici (Ipa), di diossina, di piombo, di mercurio, di benzene, emissioni quasi tutte concentrate nell'impianto Ilva;

- La questione dell’Ilva è stata sollevata anche dalla trasmissione televisiva de “La7”, Malpelo, nella puntata del 23 ottobre 2008, nella quale sono state sottolineate le gravi ripercussioni che gli inquinanti provenienti dalla fabbrica hanno sulla salute dei cittadini e, in particolare, su anziani e bambini;

- come riportato in un articolo del quotidiano "la Repubblica" del 26 ottobre 2008, il neo-nominato presidente della Commissione Ippc, incontrando l'Ilva e la Regione avrebbe sostenuto che le emissioni dell'impianto sono in regola, con ciò contraddicendo le valutazioni dell'amministrazione regionale e dell'Arpa Puglia;

- la Commissione Ippc entro marzo 2009 dovrà esprimersi sul rilascio dell'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) allo stabilimento siderurgico di Taranto;

- la Regione Puglia ha chiesto a più riprese al Governo di imporre all'Ilva limiti di emissioni altrettanto rigorosi di quelli previsti dalle normative europee, e in particolare ha chiesto che il limite alle concentrazioni di diossina nell'aria scenda al di sotto di 1 nanogrammo per metro cubo;

- l’Ilva ha effettivamente speso 300 milioni di euro per modernizzare gli impianti, e ciò finora ha consentito di ridurre le concentrazioni di diossina da 7 a 3,5. Peraltro, l'Ilva ha presentato un piano di interventi anti-inquinamento in cui il limite di 3,5 nanogrammi per metro cubo scatterebbe solo un anno dopo il rilascio dell'Aia;

- Un caso di riferimento per l’emissione di inquinanti in atmosfera si può considerare quello della Ferriera di Servola di Trieste che è stata autorizza dalla Regione Friuli Venezia Giulia ad emettere un massimo 0,4 ng/mc di diossine.

- la Regione Puglia ha fatto sapere che utilizzerà tutti gli strumenti a disposizione, compresa l'eventualità di varare una norma regionale "ad hoc", per ottenere il rispetto del diritto alla salute di lavoratori e cittadini;

- in un caso come questo, che mette in gioco la vita e la salute di migliaia di persone, è da respingere ogni tentativo di utilizzare il ricatto occupazionale per autorizzare l'Ilva a continuare impunemente ad avvelenare Taranto.

-

Alla luce di quanto sopra esposto si chiede al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare di conoscere:

se non intenda avviare immediatamente una indagine sui reali livelli di inquinamento addebitabili all’Ilva, essendo questa una questione troppo seria, che riguarda la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente, per ammettere leggerezze o disattenzioni.

se non intenda immediatamente procedere ad equiparare i limiti italiani relativi all'inquinamento da diossina ai valori più restrittivi in vigore negli altri Paesi dell’Unione europea;

se vista la condizione di sofferenza ambientale che da anni colpisce la città di Taranto, non ritenga in ogni caso doveroso vincolare il rilascio dell'Aia al rispetto di tali più rigorosi limiti;

Roma, 27 ottobre 2008
On. Ermete Realacci



sfoglia gennaio        marzo
Sono nato a Sora (FR) il primo maggio 1955 e vivo a Roma. Ho guidato fin dai primi anni Legambiente, di cui sono tuttora presidente onorario. Ho promosso e presiedo Symbola, la Fondazione per le qualità italiane... biografia completa
 
Archivio
Blog letto1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom